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05ª PROVA “SUL LAGO LUCCICA”- Lago di Revine Tarzo (TV) PDF Stampa E-mail

Santa Maria di Lago, Lago palafitte, Fratta, Colmaggiore, spiaggetta del “va dee femene”, trattoria Cibello, Santa Maria di Lago.

Sul Lago luccica…, una tappa intorno al suggestivo Lago di Revine tra resti di popoli preistorici e sbirciando in antichi “cortivi”, dove l’edilizia rurale è rimasta integra grazie ad un’intelligente opera di recupero. Il tutto in occasione dei Campionati Europei Youth di triathlon.


Il percorso parte nei pressi di Santa Maria di Lago e si snoda intorno al suggestivo specchio d'acqua lungo un sentiero sterrato dal quale si esce in zona Lago, davanti alle palafitte (*). Dopo un breve tratto di asfalto si ritorna su sterrato passando per Fratta e Colmaggiore attraverso la spiaggetta del "va dee femene" e quindi si procede per un boschetto fino al piazzale della vecchia trattoria "Cibello". Da qui si prende il sentiero in mezzo al canneto per andare all'arrivo alla zona parco giochi di Santa Maria di lago. Il percorso è pianeggiante con delle piccole salitelle in zona Fratta. 
Nelle giornate estive è possibile godere del canto di parecchi uccellini e del gracidare di molte rane. La rana è il simbolo anche di "Lago Film Fest" rassegna cinematografica e di cortometraggi che si tiene tutti gli anni in località Lago.

 


(*) Il ritrovamento di alcune selci in una torbiera di Colmaggiore ed il recupero di parecchi materiali litici e fittili sono la documentazione dell’esistenza di un villaggio palafitticolo databile tra il neolitico e l’età del bronzo, dalla fine del IV agli inizi del II millennio a.C.
La torbiera era situata nella fascia di collegamento tra i due laghi, lungo il canale delle barche (stret).
I dati raccolti hanno consentito di individuare, al di sotto di uno strato discontinuo di torbe e limi di formazione recente, uno strato antropico di spessore compreso tra i 10 ed i 40 cm. circa, inglobante i resti di tavolati lignei e palificazioni verticali accompagnati da ossami, antichi resti vegetali frammenti ceramici e manufatti litici (bulini, microbulini, grattatoi, raschiatoi, punte di freccia, elementi di falcetto, ecc).
Dalle ossa ritrovate si pensa che la fauna locale fosse costituita da suini, capre, pecore, bovini, cervi, volatili e pesci. Numerose le nocciole, le castagne d’acqua e le ghiande di quercia. Si presume che le coltivazioni fossero prevalentemente quelle relative all’orzo ed al frumento (farro), visti i ritrovamenti di macine ed elementi di falcetto. Le fusaiole rinvenute testimoniano la presenza di attività tessili.
Nel 1923 sono state inoltre rinvenute due spade del tipo Sauerbrunn databili dalla media età del bronzo (XV e XIV sec. A.C.) ed un pugnale tipo ”peschiera” dell’età del bronzo recente (XIII a.C.).


 

 
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